Piantaggine

plantagoFamiglia: Plantaginaceae
Etimologia: il nome della famiglia e del genere, pare sia dato dalla caratteristica forma delle foglie di alcune specie, simili alla pianta di un piede; altri invece, pensano derivi dal latino "planta" e "agere" = "pianta che fa crescere altre erbe".
Morfologia: pianta perenne, erbacea, con breve e grosso rizoma, alta sino a 45 cm.

Le foglie in rosetta basale, sono lunghe, diritte, lanceolate, a margine intero o dentato, munite di un breve picciolo, solitamente glabre. I lembi fogliari sono percorsi da 5 nervature principali parallele ben marcate.

All'altezza delle foglie basali spuntano scapi fiorali, coperti di peli irti, con 5 striature longitudinali, terminano con una spiga di fiori ovale o conica.
I fiori si sviluppano all'altezza delle brattee membranose brune. Il calice è composto di 2 sepali liberi e di 2 saldati, che sono diritti con una nervatura centrale verde. La corolla è tubolare e in forma di imbuto, divisa in 4 punte ovali bruno-rosa. I 4 stami dotati di lunghi filetti e di antere gialle oltrepassano la corolla biancastra.

I frutti sono capsule ovali che contengono più semi..

Distribuzione - habitat - fioritura:
diffusa in quasi tutta Europa, in Italia è pianta molto comune in tutto il territorio; vegeta negli orti, nelle macerie, lungo le strade, nei campi e nei pascoli, fiorisce da aprile a giugno sino a 2.000 m.

Proprietà ed usi:
pianta antibatterica, espettorante, emostatica, astringente, oftalmica, lenitiva, lassativa, emolliente.

I semi contengono sino al 30% di mucillagine che gonfiandosi nell'intestino, agisce da lassativo decongestionando le mucose irritate, un glucoside, l'anacubina, che stimola la secrezione di acido urico, sostanze battericide, flavonoidi, tannino, vitamine A C K, pectine. Se ne fanno infusi, succhi, decotti. Se ingerita in quantità elevata può provocare stitichezza.

Indicata nelle affezioni delle vie respiratorie, nella cura delle affezioni del cavo orale e della gola, nei disturbi gastrici, in caso di punture d'insetti, in caso di congiuntivite, ulcere, ferite e bruciature.

Questa pianta è utilizzata e coltivata dall'industria farmaceutica per preparare sciroppi contro la tosse.

Attenzione: avendo la pianta proprietà emostatiche e coagulanti, è consigliabile consultare il medico prima dell'uso.

Per uso esterno l'infusione serve per preparare compresse per le piaghe che cicatrizzano con difficoltà.
Il succo può essere impiegato nella preparazione di caramelle efficaci in caso di tosse, fresco è utile se applicato sulle punture delle api.
Gli estratti acquosi hanno proprietà idratanti cutanee, si impiegano in maschere e crema per reidratare le pelli secche e parzialmente disidratate.
I semi della pianta sono molto ricercati dagli uccelli, chi ne ha in gabbia, può dare loro da mangiare le spighe.
Le foglie giovani, possono essere utilizzate in minima quantità in insalata, nella preparazione di zuppe, oppure cotte come gli spinaci.
Dalla pianta si possono ricavare: amido fibre e coloranti.
Come foraggio invece, non è di gran profitto in quanto come tutte le piantaggini, seccando, si polverizza.

Curiosità:
la piantaggine, nel passato anche erba di Marte, entrava a far parte del novero delle piante "magiche" (insieme al giusquiamo, belladonna, mandragora, ecc.) e in stretto rapporto con l'astrologia. Nel "Volo dei sette Ibis", ad esempio, troviamo la piantaggine fra le piante magiche dominate dal volo di Marte e perciò legata ai segni dell'Ariete e dello Scorpione.

La pianta, era nel passato, utilizzata da persone appartenenti a questi segni zodiacali che soffrivano di malattie e disturbi negli apparati genitali e proprio per lo stretto legame che alla piantaggine veniva attribuito con il pianeta Marte, la si riteneva efficace nella cura delle ferite e nel migliorare la circolazione.Il suggestivo nome inglese della Plantago,"white man's foot" "piede dell'uomo bianco",allude ai semi della pianta, che sono stati diffusi ovunque in epoca coloniale, trasportati dagli europei nei risvolti dei pantaloni.